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Sale 31-33: I maestri del Manierismo umbro |
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Personalità fra le più ricettive e feconde del Cinquecento umbro, va
ricordato il perugino Domenico Alfani che seppe recepire le novità del
primo manierismo fiorentino, come ben testimonia la Pala della Sapienza Vecchia (1518).
La produzione del figlio Orazio rivelerà influssi di Parmigianino e di
Rosso fusi in un linguaggio assolutamente personale nelle opere il Riposo durante la fuga in Egitto e la Sacra Famiglia (1550-1555), testimonianze tra le più significative del manierismo umbro.
Nella sostanziale immobilità dell’ambiente artistico perugino intorno
alla metà del Cinquecento, la committenza va orientandosi con crescente
frequenza verso maestri d’origine forestiera, quali Raffaellino del
Colle e Dono Doni. La stretta contiguità di rapporti fra l’ambiente
artistico perugino e quello fiorentino coinvolge anche la produzione
scultorea, qui rappresentata dal michelangiolismo che anima la Figura femminile e lo stucco raffigurante Cristo scaccia i mercanti dal tempio del perugino Vincenzo Danti.
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