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Sala 20: Incisori e ceramisti perugini del XV-XVI secolo |
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Nella prima vetrina di questa sala sono esposti i ferri da cialda, degli utensili domestici diffusi in più regioni italiane, a cominciare dalla Toscana, che a Perugia raggiunsero una considerevole qualità artistica. Questi strumenti erano utilizzati per cuocere ostie o cialde, sfoglie dolci, a volte ripiene di mandorle, noci e nocciole tritate che venivano servite durante pranzi ufficiali, in particolare in occasione di matrimoni o dell’assunzione dell’abito religioso. I ferri esposti sono databili tra la metà del Quattrocento e la fine del secolo successivo; di grande rilievo quello dell’Orefice perugino del 1491 e quello di Francesco di Valeriano detto il Roscetto, che il raffinato cesello dei maestri qualifica come veri e propri manufatti artistici.
Nella seconda vetrina sono esposti frammenti di decorazioni pavimentali appartenuti ai rivestimenti originali della cappella dei Priori nel palazzo comunale, della chiesa di S. Maria Novella e dell’oratorio di San Bernardino, realizzati tutti dal maestro vasaio perugino Giacomo di Marino detto Cavalla, titolare di un’avviata bottega nel borgo di Sant’Angelo, attiva dal 1426 al 1468.
Di seguito sono presentati frammenti di pavimenti ceramici prodotti
nella bottega del derutese Giacomo Mancini detto il Frate, provenienti
della distrutta cappella della Rocca Paolina e dalla chiesa di Santa
Maria Nuova a Perugia. A documentare, invece, la coeva produzione
eugubina a lustro è una targa raffigurante San Nicola riconducibile alla bottega di maestro Giorgio Andreoli.
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