Precisiamo immediatamente, sgombrando il campo da equivoci, che in questo articolo ci occupiamo di Monaco di Baviera, non del Principato nel sud della Francia. Monaco è uja città bellissima e vivibile, accogliente. Merita certamente una visita.

Cosa vedere a Monaco di Baviera

Occorre una doverosa premessa: Monaco è la terza città della Germania caratterizzata da una alta qualità della vita grazie all’operosità, serietà e rigore caratteristici della Germania.

Gli abitanti di Monaco sono, però, anche gioviali ed accoglienti con i visitatori, sanno divertirsi ma pretendono assolutamente il rispetto delle comuni regole di civile convivenza.

Non azzardarti a saltare le file, ad esempio, sporcare o fare schiamazzi per strada. In questo caso andresti certamente incontro a sanzioni o ancora peggio, essere fermato dalla efficiente Polizia…Evita.

Sono tante le cose da vedere e fare a Monaco. Di seguito te ne segnaliamo alcune, costretti dallo spazio a trascurarne tante altre.

Marienplatz

Marienplatz è la principale piazza della città. In questa Piazza nel periodo natalizio, Covid permettendo, si installano le casette di legno che rappresentano il Mercatino di Gesù Bambino.

Luci ed atmosfera natalizia non mancano, un’occasione di visita davvero caratteristica. Il nome della Piazza, dedicata alla Santa Vergine, deriva dall’invocazioine della Protezione della Madonna durante una terribile epidemia di colera nei primi anni del XIX secolo.

Tutto intorno alla Piazza si trovano i più bei Palazzi della città, per cui la tua visita si può svolgere tranquillamente a piedi.

Carillon di Glockenspiel

Sulla Marienplatz si affacciano il Municipio vecchio e quello nuovo. Sulla torre di quest’ultimo si trova il Carillon più famoso al mondo. Parliamo di 43 campane e 32 statue che rappresentano due momenti storici.

Uno, al livello superiore, rsppresenta il matrimonio tra Guglielmo V e Renata di Lorena mentre la seconda è la Danza dei Bottai, una danza rituale che festeggia la fine della peste nel 1517.

In entrambi i casi il suono delle campane e il movimento delle statue è un’attrazione di eccezionale richiamo che si realizza due volte al giorno d’inverno, alle ore 11 e 12 cui si aggiunge d’estate anche un’ altra rappresentazione alle ore 17.

La sala dei congegni di questo eccezionale Carillon è anche visitabile, una curiosità unica che trovi a Monaco.

Residenz

Voluto e costruito dalla famiglia Wittelsbach, si tratta di una fortezza davvero enorme. Si apprezza la grandezza di questo Residenz negli stili rinascimentale tedesco ma con l’aggiunta di stili Palladiano, fiorentino e richiami al barocco e al rococò.

Nel complesso rappresenta la grandezza di quella dinastia che è stata la prima in Germania e una delle più antiche d’Europa. Conta una decina tra giardini e cortili e oggi ospita un importante Museo composto da oltre 130 sale con notevoli opere d’arte e un Teatro.

Il Museo è così ampio da richiedere un’intera giornata per la visita, agevolata da interessanti brochure predisposte dalle autorità Bavaresi.

Il Castello di Nymphenburg

La stessa famiglia che ha costruito il Residenz, il Palazzo Reale di fatto, ha provveduto alla costruzione del Castello di Nymphenburg come residenza estiva.

Fu il Principe Ferdinando Maria a volerlo per regalarlo alla sua sposa Enrichetta Adelaide di Savoia come ringraziamento per la nascita dell’erede al trono.

Sorto nel 1664 ad opera di architetti italiani, il castello è ricco di preziosi arredi e opere d’arte, come il Residenz, costituendo oggi una sorta di museo nel suo complesso.

Anche in questo caso sono riconoscibili diversi stili architettonici anche dovuti alla sistemazione delle corti e dei giardini in tempi successivi

Dopo aver parlato di cosa vedere a Monaco di Baviera, pur in modo ristretto, non possiamo non fare accenno alla grande Oktoberfest che vede giungere milioni di visitatori da tutto il mondo.

Certamente si tratta di un evento di risonanza mondiale e non manca la confusione nell’allegria generale ma, ripeto, nulla comunque esorbita dai comportamenti civili e la vivibilità della città ne esce intonsa.

Di Andrea

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