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Sale 22-26: I capolavori della pittura e scultura del Rinascimento: |
Perugino, Pintoricchio e Francesco di Giorgio Martini
L’importante nucleo delle opere del Perugino presenti nella Galleria permette di documentarne esaurientemente le diverse fasi, dalla produzione giovanile a quella della tarda età. Alle soglie del Cinquecento Perugia accoglie Pietro Vannucci, reduce da successi in tutta Italia, affidandogli la decorazione del Collegio del Cambio, l’impresa che le valse la qualifica di “meglio maestro d’Italia”. A decretare il successo concorrono le innumerevoli commissioni dei privati, delle chiese e delle confraternite cittadine, tra le quali emerge la Madonna della Consolazione (1496-1498), eseguita per i disciplinati della confraternita di Santa Maria Novella.
A Firenze, tuttavia, l’incalzare delle novità proposte da Leonardo e Michelangelo e poi da Raffaello, il più geniale degli allievi del Vannucci, relegano ben presto Perugino in un ruolo marginale, tanto da indurlo a trasferire definitivamente a Perugia nel 1512 la sua bottega. Capolavoro indiscusso della maturità artistica di Perugino è il Polittico di Sant’Agostino.
Testimonianza preziosa nella sua integrità è invece la monumentale Pala di Santa Maria dei Fossi
commissionata nel 1495 a Bernardino di Betto, detto Pintoricchio, dai
frati del monastero perugino di Santa Maria degli Angeli, meglio noto
come di Santa Maria de’ Fossi.
Appartiene al senese Francesco di Giorgio Martini, scultore, pittore e architetto tra più qualificati del Rinascimento, lo splendido bronzo raffigurante la Flagellazione .
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