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Sala 17: Il Tesoro
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Sala 17-01 Sala 17-02


Si presentano in questo ambiente le testimonianze di maggior rilievo costituenti il “tesoro” della Galleria Nazionale dell’Umbria. Le oreficerie e gli avori esposti provengono in gran parte dai Musei Civici perugini, ove furono raccolti a partire dal 1863.

Tra i pezzi più interessanti vi sono il Calice e la Patena di Benedetto XI, già nella chiesa di San Domenico, generalmente collegati al nome e al pontificato di Niccolò Boccasini (1303-1304), che visse a Perugia gli ultimi due mesi della sua breve carica.

Tra i capolavori dell’oreficeria umbra del XIV secolo emergono la Patena con l’Annunciazione di Ugolino di Vieri e Viva di Lando, il Calice e la Patena (1374-1378) di Cataluzio da Todi.

Gli avori qui presentati offrono un valido, anche se non sempre qualitativamente altissimo, esempio di questa produzione che contribuì a diffondere le novità della coeva scultura “maggiore”. A documentare l’elegante varietà degli avori delle manifatture francesi sono esposte sia opere a carattere devozionale, come le tipiche statuette della Madonna col bambino, i piccoli Tabernacoli portatili e le Paci, sia oggetti d’uso domestico, come un raro Portaprofumi o le valve decorative per scatole di specchi, su cui ricorrono scene figurate di vita cortese.

I manufatti della Bottega degli Embriachi, originariamente attiva a Genova e poi fra Firenze e Venezia fin oltre la metà del Quattrocento, e della cosiddetta Bottega delle figure inchiodate, testimoniano gli alti livelli raggiunti anche dalle maestranze italiane.

 

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