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Sale 12-16: Pittura marchigiana ed umbra del secolo XV |
In queste sale sono presentati i lavori di maestri principalmente attivi nella valle umbra o nell’area appenninica, come i folignati Niccolò di Liberatore detto l'Alunno e Bartolomeo di Tommaso, il gualdese Matteo di Pietro e il marchigiano Paolo di Luca da Matelica.
A prevalere, tuttavia, sono le importanti testimonianze dei maestri
perugini, primo fra tutti Benedetto Bonfigli, protagonista della svolta
in senso rinascimentale impressa al linguaggio tardogotico ancora
dominante in città alla metà del XV secolo. In tal senso fondamentale
fu per Bonfigli la conoscenza delle opere di Domenico Veneziano, che
nel 1438 lavorò nelle case dei Baglioni, e di Beato Angelico. Tali
influenze sono particolarmente evidenti nella Madonna col Bambino e angeli musicanti.
Tra il 1450 e il 1470 Bonfigli dominò incontrastato l’ambiente artistico cittadino, ottenendo le più importanti commissioni, pubbliche e private, ed esercitando una forte influenza sui pittori perugini a lui contemporanei, come Bartolomeo Caporali, e successivi come Fiorenzo di Lorenzo.
La più affascinante impresa pittorica del terzo quarto del Quattrocento
a Perugia è tuttavia rappresentata dalla decorazione di un’edicola dedicata a san Bernardino da Siena
, terminata nel 1473 e costituita da otto tavolette raffiguranti otto
rispettivi episodi miracolosi della vita del Santo predicatore
francescano.
Nella stessa sala 16 è collocata Adorazione dei Magi , che già Giorgio Vasari attribuì alla fase giovanile del Vannucci, è il primo significativo impegno dell’artista a Perugia, dove aveva esordito nel 1473 nell’impresa collettiva della nicchia di San Bernardino.
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