L’autismo è un problema che colpisce più bambini di quanto generalmente si pensi: 1 bambino su 100 presenta disturbi dello spettro autistico. Questo disturbo, lo diciamo subito, ha origine già nella formazione del feto, non dipende in alcun modo da comportamenti di genitori o altre persone che si occupano del bambino.

Cosa è l’Autismo

Più che parlare di autismo, è corretto parlare di disturbi dello spettro autistico. L’autismo ha mille sfaccettature diverse, non si presenta in modo univoco in tutti i bambini. Esistono molti diversi gradi con diverse manifestazioni.

In generale, però, esistono alcuni tratti comuni in tutte le forme e questi consistono soprattutto in una compromissione più o meno marcata della comunicazione sia verbale che non, disturbi dell’interazione sociale e comportamenti tendenzialmente ristretti e ripetitivi.

Sovente le manifestazioni sono tali da rendere particolarmente difficile pervenire alla diagnosi di disturbo dello spettro autistico, tanto che anche specialisti esperti possono orientarsi verso diagnosi diverse.

Cause dell’autismo 

Ancora poco si sa rispetto alle cause reali dell’autismo, non si è riusciti ad arrivare a determinare le vere cause ma ciò che si sa è che è legato ad un difetto di maturazione cerebrale che si realizza in fase di formazione, prima della nascita.

Spesso i genitori si colpevolizzano, restando con il dubbio di aver fatto qualcosa che lo ha provocato, talvolta si dà la colpa a conflitti famigliari o altro.

Questo è assolutamente escluso, poichè si sa che l’autismo deriva da problemi formativi cerebrali, nulla può essere imputato ai genitori o a chi ha cura del bambino.

Si è scoperto che alcuni geni sono alterati nei bambini  autistici, tanto che una ricerca su tali geni, attraverso specifiche analisi, può portare ad una diagnosi con una certa sicurezza.

Come si manifesta

Fin dall’inizio della sua vita il bambino è impegnato nell’interazione con l’ambiente e le persone che lo circondano. Presto si manifesta un sorriso e gesti intenzionali come l’indicare, che compare generalmente tra il primo e il secondo anno di vita.

Dopo l’anno compare la parola e intorno ai 18/24 mesi il bambino acquisisce la capacità di pronunciare gruppi di parole. Nei disturbi dello spettro autistico, con molte diverse sfumature, questi gesti e parole possono cominciare a manifestarsi con un significativo ritardo e spesso iniziano ma poi i genitori notano una scomparsa, una regressione invece del normale progresso.

Con la crescita si nota che il bambino non guarda mai negli occhi chi li circonda e spesso si instaurano gesti ripetitivi, scarsa mimica facciale, scarso interesse verso attività e altri bambini.

Questi segnali devono costituire motivo di allarme da parte dei genitori e il conseguente ricorso al medico pediatra che potrà valutare ed eventualmente indirizzare i genitori verso specialisti per una corretta diagnosi e presa in carico del bambino.

Bambino autistico: Cosa si fa?

Siamo arrivati dal medico specialista, il Neuropsichiatra infantile. Questo certamente cercherà di acquisire quante più informazioni possibili da parte dei genitori rispetto alla storia del bambino, dei comportamenti, della crescita.

Seguirà a questo diverse sedute di valutazione del bambino in cui lo specialista valuterà tutti i segni che possono portare ad una diagnosi attraverso una serie di attività che il bambino sarà chiamato a fare.

Molto facilmente il neuropsichiatra infantile si avvarrà anche della consulenza di un logopedista. Dopo di ciò è possibile, soprattutto quando vi è un quadro non così conclamato di disturbo dello spettro autistico, che si decida per approfondimenti diagnostici.

Tra questi certamente una Risonanza Magnetica e l’esecuzione di esami del sangue per la ricerca dei geni specifici che in questo problema si riveleranno alterati.

La Risonanza Magnetica, in verità, non è un esame che può dimostrare l’autismo, in quanto nei soggetti autistici non si trovano tracce di alterazioni ma serve per escludere altri problemi che si possono, invece, dimostrare con tale esame.

Una volta giunti alla diagnosi certa di disturbo dello spettro autistico, si può intervenire in modo multidisciplinare, anche con il coinvolgimento dei genitori che vengono istruiti sulle modalità di comportamento e di intervento verso il bambino. 

Data la delicatezza dell’argomento, per la stesura di questo articolo ci siamo avvalsi di informazioni da una fonte autorevole che è l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Di Andrea

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